Mercoledì 20 Settembre 2006

Una Svezia blu

Se devo essere proprio sincero, ritengo la vittoria del centro-destra in Svezia una svolta positiva per il paese.
Qui ovviamente ci sta una precisazione non di poco conto: paesi diversi hanno spettri politici profondamente diversi. Rispetto all´Italia, la Svezia é un paese decisamente molto piú progressista: di conseguenza, l´intero spettro politico risulta spostato a sinistra, e partiti che qui si definiscono “conservatori” in Italia non avrebbero molto in comune con la “casa delle libertá”. Un esempio lampante di questa considerazione sono gli Stati Uniti, dove non esiste una vera alternativa progressista e i 2 maggiori partiti che si contendono il potere si trovano di fatto entrambi su posizioni molto conservatrici… Repubblicani spesso molto di destra, Democratici al massimo di centro-destra.

Detto questo, un liberale progressista come me, che in Italia ha sempre votato a sinistra, non necessariamente in Svezia si trova a sostenere la “sinistra” locale, che sotto molti aspetti ha posizioni che non mi riesce di condividere: vedi per esempio il forte anti-europeismo e il sostegno del monopolio di Stato in parecchi settori della vita economica, cardini dei programmi politici del Vänsterpartiet (partito di sinistra, ex comunisti) e del Miljöpartiet (i Verdi).

Contrariamente a quanto qualcuno poco informato sulla realtá svedese ha detto e scritto, l´”Alleanza” formata da Moderati, Folkpartiet (partito liberale, che inizialmente mi stava simpatico ma poi ha iniziato a uscirsene con un mare di stronzate molto poco liberali), Centerpartiet (partito di Centro, liberale e ambientalista, che ha ereditato le mie simpatie) e Kristdemokraterna (Cristiano-democratici… del gruppo quelli relativamente piú conservatori) non ha alcuna intenzione di smontare lo Stato Sociale, ed ha invece vinto le elezioni puntando sul rilancio del mercato del lavoro, incentivi alle aziende che assumono, lotta all´assistenzialismo fine a se stesso (lo slogan era “lavorare deve essere piú remunerativo che vivere di sussidio”) e maggiori investimenti in Sanitá e Istruzione.

Dal canto loro i socialdemocratici hanno impostato la loro campagna elettorale puntando sulla buona salute dell´economia svedese (in questo momento relativamente dinamica e in alta congiuntura), dicendo tra l´altro che il mercato del lavoro non ha bisogno di grossi correttivi e che “il lavoro arriverá da sé”. Il primo ministro uscente Göran Persson ha forse anche in parte pagato i suoi 14 anni di onnipresenza mediatica, e quella sua nota di arroganza che ha sempre denotato i suoi rapporti sia con gli avversari politici che con gli alleati.

Tuttavia quello che ha stupito tutti, pur non essendo per niente una sorpresa, é stata l´avanzata della destra xenofoba, alle elezioni amministrative: in particolare in Scania il partito Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi… o almeno cosí dicono loro) ha conquistato in molti comuni diversi posti importanti, grazie ad un programma i cui punti forti sono “ordine e pulizia”, limitando l´immigrazione (in particolare di musulmani) e rendendo piú pesanti le pene e aumentando il potere della polizia.

Sebbene nessun altro partito sia disposto a collaborare con loro (al punto che in alcuni comuni si negoziano “grandi alleanze” fra partiti dei 2 blocchi pur di tenere la destra razzista fuori da ogni decisione), la societá e la classe politica svedese sono ora comunque costrette a confrontarsi con il discontento di una parte considerevole della popolazione che gli Sverigedemokraterna rappresentano.

L´”Alleanza” intanto ha giá approntato un piano di azione per cominciare immediatamente il lavoro, e mettere in pratica nel piú breve tempo possibile il programma che l´ha portata al governo… Staremo a vedere se il nuovo primo ministro Fredrik Reinfeldt e i suoi alleati saranno ora all´altezza del compito che li aspetta.



2 Commenti su “Una Svezia blu”

  1. 1 Luigi

    Concordo pienamente. SIamo arrivati alle stesse conclusioni con i miei colleghi Svedesi.
    Anche se onestamente non credo che nessun vero movimento di destra europeo accetterebbe nei suoi ranghi la destra italiana che fa le liberalizzazioni senza introdurre la concorrenza!!!

    Ma Person non era europeista? Non aveva annunciato il suo ritiro dalla politica proprio per ridurre la connotazione europeista (poco popolare apparentemente) che aveva dato alla sua coalizione (esclusi i verdi!!).

    Notizie dall’Olanda…qui e’ stato intrapreso un assurdo dibattito sulla possibilita’ di introdurre democraticamente la sharia in Olanda!!! L’argomento merita un mio post…

  2. 2 Mauro

    Iniziamo a dire intanto che le privatizzazioni senza liberalizzare il mercato le ha fatte soprattutto il centro sinistra (vedi la grande porcata di Telecom e della telefonia fissa in Italia, la più cara d’Europa).

    Detto questo mi sento di condividere l’articolo e mi piacerebbee porgli una domanda,
    E’ vero che in Svezia (fonte Corriere della Sera) il sussidio alla disoccupazione è 400€ la prima settimana e 370€ le successive?
    Overo 1510 il primo mese e 1480 gli altri?
    mi sembra pazzesco…