domenica 3 dicembre 2006
Un pontarolo in Brasile
2 Commenti Colpo di genio di Francesco delle 13:10 nella Categoria Sul Lavoro.Dopo 11 lunghissime ore di volo da Parigi, ieri mattina sono arrivato finalmente all’altro capo del mondo. Piccolo consiglio per chi ha in programma di farsi un volo transcontinentale su un B-777: se vi offrono un posto in fila F, prendete a calci la hostess, date di matto, inventatevi qualcosa, ma non prendete quel posto… é il posto centrale della fila centrale, per cui oltre a non vedere un tubo (che poi di notte non é la fine del mondo) siete incastati per un pacco d’ore in mezzo a due altre povere anime, da cui dipendete per alzarvi per andare al bagno, o anche solo sgranchirvi un pochetto. Se i due si addormentano di brutto, siete spacciati!!
Detto questo, la sorpresa piacevole dell’arrivo mattutino a San Paolo (oltre a quello di finalmente uscire da quell’inferno di metallo e schermi lcd che qualcuno chiama aeroplano) é il dolce sole paulista e 25 splendidi gradi centigradi, che sono la temperatura giusta per non farmi incominciare a piangere che si muore di caldo ma piuttosto rappresentano uno splendido cambio rispetto ai grigi 8 gradi di Copenhagen.
San Paolo é una cittá gigantesca, con schiere infinite di superpalazzoni, a cui si affiancano di tanto in tanto i tuguri che ospitano la povera gente, e che sono persino peggio di quanto immaginassi. Il traffico é incredibile a qualsiasi ora, e si piazza decisamente nella top 5 degli incubi di metallo di cui sono stato testimone (al momento sto riflettendo se a Bucharest fosse peggio… direi che sospendo il giudizio fino a domani, visto che per ora ho solo visto gli ingorghi del weekend, e temo che non siano niente a confronto di quelli dei giorni lavorativi!).
La taglia di questa cittá é dimostrata nel linguaggio comune dal modo di misurare le distanze: a Malmö e a Copenhagen sono uso a definire “vicino” qualcosa che si trovi a massimo 15-20 minuti a piedi dal punto in cui mi trovo. La nozione della passeggiata per raggiungere punti diversi della cittá é totalmente sconosciuta a San Paolo: un posto vicino qua si raggiunge in 15-20 minuti in macchina (o taxi, il mezzo di trasporto raccomandato ai turisti).
In generale dal punto di vista turistico San Paolo non offre particolari attrazioni… per cui ieri mi sono goduto un simpatico pomeriggio al parco di Ibirapuera, seduto a mangiare salgados (delle crocchette con ripieno di pollo e verdure, gustosissimo esempio di fast-food brasiliano), godermi il bel tempo e guardare la gente fare jogging o prendere il sole. All’interno del parco ci sono poi una serie di centri espositivi, fra cui il “Padiglione Brasiliano”, una struttura a disco volante opera di Oscar Niemeyer, tutti dedicati all’arte moderna. Fra i tanti, io ho scelto di visitare il Museo Afro-brasiliano, che oltre ad ospitare delle mostre temporanee di artisti brasiliani contemporanei (che ho trovato molto interessanti) é sede anche di una esposizione permanente sulla storia della schiavitú in Brasile, e sull’importanza della “cultura negra” nella formazione della cultura e identitá nazionale brasiliana. L’ingresso al museo é gratuito, e l’unica “pecca” (se si vuole chiamarla cosí) é che tutte le didascalie agli oggetti esposti sono solo in portoghese, per cui pur capendone a grandi linee il contenuto non ho potuto comunque apprezzarne l’informazione in tutta la sua interezza.
Dopo diverse ore al parco, ho poi avuto la pessima idea di visitare il centro commerciale davanti al mio hotel, alla ricerca di un adattatore che mi permettesse di usare il trasformatore europeo del mio pc con le prese a 110 v brasiliane. Il Centro Commerciale Murumbi é un inferno dantesco di 3 piani, pieno di negozi chic e traboccante di gente (mea culpa, ieri era sabato, per cui non posso proprio lamentarmi). Impossibile non notare la stridente differenza fra il Brasile delle favelas a pochi isolati di distanza e il Brasile ricco e consumatore che spende somme enormi per procurarsi tutti quei distintivi di status sociale che in un paese con delle differenze sociali ed economiche cosí ampie diventano quasi una “necessitá” per le classi piú elevate.
Alla fine, sfatto dal lungo – e pressoché insonne – volo transatlantico e dalla lunga giornata sotto al sole, mi sono coricato “solo un momentino” sul letto, ho acceso la TV… dove stavano trasmettendo Roma-Atalanta (!!!) ma purtroppo ho ceduto praticamente senza lottare… e mi sono svegliato solo stamattina alle 8… fresco come una rosa
/F
p.s. qua ci sono le prime foto










Ma che passi il tempo a fare le foto agli uccelletti? Ma andare a passere invence?? Altrimenti tanto vale che te ne stai a casa!
No, le foto agli uccelletti le faccio cosí tu hai qualcosa da guardare che non faccia incazzare zaino