Mercoledì 27 Giugno 2007
We have to take care of each other…
Colpo di genio di Francesco delle 12:39 nella Categoria Musica.Il 30 giugno del 2000 al Festival di Roskilde 9 ragazzi persero la vita nella calca creatasi sotto il palco dove si stavano esibendo i Pearl Jam. Fu un momento terribile che segnó profondamente Eddie Vedder e compagni, che per qualche tempo considerarono persino di smettere con la musica.
7 anni dopo, i Pearl Jam sono invece ancora una delle piú grandi band in circolazione con tanti splendidi album all´attivo e progetti per il futuro.
Ieri sera sono tornati in Danimarca, e per la prima volta dopo l´incidente di Roskilde e quasi in coincidenza con il suo anniversario, i Pearl Jam visitano Copenhagen non per dimenticare il passato, ma per riallacciare un percorso e un amicizia che non si é mai spenta, in un momento catartico e intenso per tutti i presenti. Lo dice Eddie Vedder ricordando i 9 ragazzi che non ci sono piú e salutando le loro famiglie presenti al concerto, la vita va avanti e ognuno di noi ha una sua propria strada da percorrere: a volte queste strade si incontrano come é successo ieri sera, e quando lo fanno qualcosa di speciale accade. É un messaggio di amore e rispetto, prendersi cura gli uni degli altri.
Per me é stato davvero come reincontrare vecchi amici, di quelli che magari non senti spesso, eppure quando li vedi é come se non fosse passato un minuto dall´ultima volta. Eddie Vedder é uguale a come lo ricordavo dal concerto di Roma del 1996, e anche se Jeff Ament si é tagliato i capelli e saltella un pochino di meno qua e lá per il palco l´energia e la passione la senti tutta.
Mentre aspettiamo la band di supporto (i Futureheads… niente di che), invece esce fuori Eddie Vedder che da solo con la sua chitarra intona Long Road e ci dá un assaggio di cosa ci aspetterá piú tardi.
Sono 2 ore e mezza di potenza e bellezza, con le luci che giocano sullo sfondo di un mare in tempesta, mentre la band attacca uno dopo l´altro successi vecchi e nuovi e il pubblico canta con gioia insieme a loro Do The Evolution, In Hiding e la splendida Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town.
Dopo una piccola pausa, Eddie Vedder torna solo con la sua chitarra e ci regala l´inedito No More, un inno contro la guerra dedicato a un ragazzo tornato paralizzato dallIraq. La seconda parte del concerto si chiude in maniera spettacolare con Once, Black e Alive.
L´ultima parte del concerto é un abbraccio collettivo: emozionati dalle parole di Eddie, cantiamo tutti a squarciagola Better Man e Rocking in the Free World.
Poi i Pearl Jam ci salutano “come si usa a Seattle”, ed é un arrivederci a presto, non un addio. Mentre Mike McCready attacca Yellow Ledbetter mi viene quasi la pelle d´oca per l´emozione… Probabilmente niente peró in confronto a quella della ragazza che Eddie tira su sul palco e a cui dedica gli ultimi versi della canzone come fosse una serenata dolce.










c’ero anche io! una serata carica di emozioni, impossibile da dimenticare. Grandi, come sempre. Keep on rockin’