Wednesday 4 July 2007

IPotter e il telefonino liberato

A pranzo oggi la discussione é scivolata sull´ultima fatica di J.K. Rowling e sulla spasmodica attesa che precede il lancio del capitolo finale del maghetto occhialutto (e a giudicare dalle locandine dell´ultimo film, anche cresciutello oltre misura oramai).

É divertente (e triste) notare come i prodigi dei guru del marketing moderno riescano oramai a far mettere in fila migliaia di persone per giorni e giorni in attesa di poter buttare nelle tasche del produttore di turno un bel mucchietto di dollarozzi per quella cosa di cui non possiamo fare proprio a meno e che non capiamo come abbiamo mai fatto a vivere prima che la inventassero… Insomma, sono riusciti a farci fare di nostra spontanea volontá quello che solo la guerra e il razionamento erano riusciti a far fare ai nostri nonni.

A quel punto mi sono chiesto quanto sarebbe stato ridicolo se la data del lancio mondiale di Harry Potter avesse coinciso con quella dell´Iphone: riuscite a immaginarlo? Migliaia di persone in file kilometriche ovunque, confusione (”azz… e ora in che fila sono?”), delusione (”azz… ho passato 3 giorni in fila per un Iphone e invece mi hanno appena fatto entrare da Feltrinelli!”) e amarezza (”azz… sto iPhone pesa 2 kili… e quante pagine!!”).

E magari la possibilitá di fare un iPotter package avrebbe fatto contente tante famiglie… che nello spirito del consumismo moderno avrebbero potuto spendere del quality time assieme, bivaccando in piazza della Repubblica o sulla Quinta Strada senza litigare per stabilire a quale oggetto del desiderio dedicare l´estremo sacrificio sotto il solleone di luglio.

In entrambi i casi comunque sono contento di non essere stato contagiato dall´isteria collettiva (prima o poi succederá, ma quel giorno ancora non é arrivato :wink: ). Per quanto riguarda Harry Potter, ho solo visto il secondo film e sono state fra le 3 ore peggio spese della mia vita (ovviamente l´ho fatto per una donna… che nonostante il film mi avesse gonfiato le palle a dismisura alla fine non me l´ha data… il che mi rende il maghetto del cazzo ancora piú inviso) .

Per l´Iphone in primo luogo mi disturba parecchio l´arroganza messianica con cui Apple lo ha promosso, come fosse davvero la panacea ai mali del mondo, l´apparecchio che ci porterá in una nuova era di progresso e felicitá mondiale.

In generale in primo luogo la gente che pretende di sapere esattamente tutto quello di cui IO ho bisogno e che pretende di dirmi come vivere la mia vita e come usare le MIE cose mi é sempre stata sulle palle. In questo Apple non é per nulla diversa da Microsoft, solo il design é migliore.

Proprio come l´Ipod in realtá é un apparecchietto abbastanza mediocre e limitato dal punto di vista tecnico (e infatti io mi sono comprato un Samsung YP-T9 che é molto bello a vedersi, legge anche gli ogg, é piú leggero del Nano, la batteria dura il doppio, ha uno schermo cristallino dove si possono anche vedere i video e supporta giá il bluetooth), sono curioso di vedere quanto in realtá sia rivoluzionario l´Iphone una volta messo nelle mani della gente comune. Oltretutto pur partendo da un sistema operativo molto robusto e flessibile, gli hanno tolto tantissime funzionalitá utili (in particolare quelle che sarebbero state utili ad una utenza business, come un client email decente, VPN e cose simili) con le quali sarebbe davvero stato una svolta epocale… invece di un semplice e costoso giocattolino per ricchi.

Per quanto mi riguarda apprezzo invece un approccio nuovo al mondo della telefonia mobile, in netta controtendenza rispetto alla sinergia totale HW/SW caratteristica di Apple (e in generale del modo con cui si sono fatti i telefonini fino ad oggi).

Openmoko é un progetto opensource sponsorizzato dal grande produttore taiwanese di hardware FIC e teso a sviluppare un framework opensource e basato sul kernel linux per telefoni cellulari e palmari: oltre al grandissimo vantaggio di permettere a chiunque di sviluppare complete applicazioni proprie e sfruttare a fondo l´hardware a disposizione, esso permette per esempio di ridurre i costi di sviluppo per i produttori di telefonini, permettendo loro di focalizzare sull´hardware mentre la community si preoccupa di creare il software, in modo da accomodare i bisogni degli utenti in maniera piú rapida e diretta che dover stare ad aspettare che il produttore rilasci gli aggiornamenti e le patch… a patto che gli giri farlo ovviamente (scommessa: quanto ci metterá Apple a rilasciare le prime patch per Iphone? :lol: ). É in parte la strada scelta anche da Nokia per apparecchi come l´N800, anche se la differenza fondamentale rimane che Nokia ha un approccio molto piú dirigista al concetto di “community” e un controllo ferreo sull´hardware e sui cicli di sviluppo e rilascio del core del suo software.

Se mai dovessi fare la fila per un telefonino… sará probabilmente il Neo1973 :cool: