Thursday 12 July 2007
Un “rave” al Teatro dell´Opera
Colpo di genio di Francesco delle 14:12 nella Categoria Musica.Questa settimana nonostante la pioggia fitta e il tempo incerto Copenhagen si é riempita di musica per il tradizionale appuntamento con il Copenhagen Jazz Festival. Come ogni anno, il programma é fittissimo di grandi artisti e appuntamenti imperdibili… anzi, forse pure troppo, visto che dovendo anche lavorare non riesco davvero a partecipare a tutto quello che vorrei vedere (e poi ci rimango male
). Tocca quindi scegliersi bene gli obiettivi, anche perché soprattutto per i grandi concerti i biglietti non sono esattamente regalati, e hanno la tendenza a finire quasi subito.
Lunedí scorso il Bajofondo Tangoclub ha felicemente “occupato” il vecchio Teatro dell´Opera, riempiendolo di luci, immagini, suoni ed energia, un concerto splendido e coinvolgente che ha messo sotto una nuova luce l´austero teatro del 1748 che si affaccia su Kongens Nytorv.
Non é un segreto che io sia un grande fan del nuevo tango e che apprezzi molto la commistione fra questo genere e la musica elettronica che ha reso famosi gruppi come proprio i Bajofondo Tangoclub e i Gotan Project.
Se peró nel suono dei Gotan Project si sentono le influenze della musica e della cultura francese, che si mischiano alla tradizione argentina in maniera soffice ed amabile creando un mix raffinato e piacevole, i Bajofondo Tangoclub esprimono invece con potenza quasi aggressiva il nuovo suono dell´America del Sud: come dice Gustavo Santaollala durante il concerto, “questa é la musica con cui siamo cresciuti, la musica che ascoltavano i nostri genitori, ma é anche la musica che si ascolta oggi per le strade di Buenos Aires e di Montevideo“.
E cosí al bandoneon e al violino di Martin Ferrés e di Javier Casalla si mischiano l´hiphop e un beat pesante e trascinante… al punto che basta poco perché tutto il pubblico del teatro si alzi a ballare e a battere le mani al ritmo della musica, e alcuni si uniscono persino alla band colonizzando un palco normalmente uso a minori sollecitazioni (e fa un effetto un po´ strano vedere le danze sfrenate fra le poltroncine vellutate della platea e fra i decori dorati delle balconate).
Mentre ero completamente perso nella tempesta di suoni che avvolgeva il teatro, mi é venuto da pensare che l´unico modo per cercare di definire in qualche modo questa esplosione é considerare i Bajofondo Tangoclub l´equivalente a base di tango dell´hard-rock piú duro… In generale una sensazione incredibile!!
Nei momenti piú tranquilli del concerto Gustavo Santaollala trova anche modo di proporre parte della sua produzione musicale per il cinema, fra cui uno splendido pezzo tratto dalla colonna sonora de “I Diari della Motocicletta”.
Sabato sera se riesco ho intenzione di andare a vedere il concerto degli Ibrahim Electric, un trio danese che riscosso parecchi consensi di critica e di pubblico negli ultimi due anni sia in patria che all´estero.









