Martedì 18 Marzo 2008

Il trattore volante

Chiedo venia per la prolungata assenza, ma ultimamente sono stato poco a casa (e le poche volte che ero a casa non avevo voglia di scrivere… so beat it :mrgreen: ).

Dopo Vienna e Bruxelles per lavoro (e per vedere vecchi amici giá che c’ero), questo weekend mi sono concesso un viaggetto di “riposo” a Berlino. Per chi se lo chiedesse, le virgolette sono dovute allo sciopero dei mezzi che dal 5 marzo fino a ieri ha paralizzato la capitale tedesca, anche se i berlinesi pare l’abbiano presa con sportivitá (la mia schiena e piedi un po’ meno).

In ogni caso grazie a questi 3 giorni di cammino ininterrotto (dovuto in particolare al fatto che la mia “gentile accompagnatrice” ha preteso per forza di vedere ogni singolo centimetro di Muro rimasto, a prescindere dalla sua posizione sulla mappa) ho scoperto che in realtá Berlino si gira tranquillamente a piedi, ed il senso di grandi distanze fra i punti piú importanti della cittá é dovuto soprattutto al fatto che c’é una fermata della metro ogni 500 metri, e quindi per fare magari manco un paio di kilometri (da Checkpoint Charlie alla porta di Brandenburgo per esempio) ci vogliono 4 fermate :mrgreen: .

Ieri sera poi il viaggio di ritorno é stato “allietato” da due eventi: il primo é che nella mia stoltezza ero convinto che l’aeroporto principale della cittá avesse quanto meno un standard minimo di comfort che lo distinguesse da un paese del terzo mondo , in particolare nell’area partenze dopo aver passato i controlli sicurezza.
Tegel invece si caratterizza per avere un mare di negozi e ristoranti nell’area pubblica… ed il deserto nel terminal. Al terminal D da cui partiva il nostro volo (SAS, mica ryanair… :roll: ) c’era solo un baretto tristissimo in cui la maggior parte dei cibi solidi sul menu erano esauriti, ed un tax-free shop che era piú grande del baretto summenzionato. Ci si aggiunga il fatto che una boccetta d’acqua al baretto costa la modica somma di 4,20 euro (ma c’é un distributore automatico dove la stessa bottiglina costa “solo” 3,50 euro) e potrete capire come l’attesa per l’imbarco non sia esattamente piacevole.

A rendere la situazione piú divertente ci si é messo poi il maltempo che ha colpito Copenhagen proprio ieri: dopo un inverno con una temperatura media di 5 gradi e precipitazioni praticamente nulle, giustamente in zona Cesarini arriva una bella nevicata con crollo della temperatura che crea enormi ritardi in partenza, causa necessitá di spruzzare liquido antigelo sulle ali. E cosí il nostro volo SAS (ma operato da DAT - Danish Air Transport, una nano-compagnia regionale di proprietá SAS) delle 20,55 alla fine é partito alle 22,40, ed arrivato a destinazione alle 00,15 invece delle 21,55 previste.

Salendo sull’aereo ho poi scoperto come mai ero riuscito ad accaparrarmi quelli che pensavo fossero dei posti ottimi (1D e 1F): il nostro mezzo di trasporto era infatti uno splendido ATR 42, un trabiccolo bimotore a elica a cui si accede dal retro, e dove quindi la nostra prima fila in realtá era l’ultima… e le lampade da lettura erano pure rotte! Tra l’altro una delle cose che odio di piú quando viaggio in aereo é il trasferimento in bus invece dell’accesso diretto, e ovviamente con una carriola del cielo come questa non c’é “finger” che regga…

I due potenti rotori del nostro trattore volante fanno un casino incredibile e ogni tanto sembrano improvvisamente perdere colpi e fare ancora piú bordello, ma a quanto pare é tutto normale e infatti sono ancora qui a raccontarlo. In ogni caso in futuro ci staró piú attento ed eviteró aerei a elica come la peste, non fosse altro per salvare quel poco udito che mi é rimasto da danni permanenti.

Se non altro peró un piccolo ritardo del trenino per Malmö (e una corsa con le valigie in bocca… meno male che viaggiavamo con il solo bagaglio a mano) ci ha permesso di evitare un’ulteriore ora di attesa in aeroporto a Copenhagen… Meno male che se non altro sono in ferie fino a martedí prossimo :wink: